Al museo del videogioco, il free che ci piace

In un giorno di vacanza abbiamo deciso di andare a finire in un museo. Tra i tanti che la Capitale offre siamo approdati al Museo del Videogames che molti conoscono anche come VIGAMUS.

Ci si arriva facilmente con la metro A fino a Lepanto e poi 800 metri a piedi, oppure potete sfruttare il bus express 30 fino a Viale Mazzini. Poi sono davvero due passi a piedi. L’ingresso sembra a misura di bambino e di disabili con uno scivolo e l’ascensore per scendere in questo angolo di mondo assolutamente inaspettato.

Un lungo corridoio in cui sono disponibili tante storie legate alle diverse consolle e poi anche tanti pannelli che raccontano come si è arrivati al design e alle storie attuali. Ma non è questo quello che piace ai bambini che notano immediatamente soltanto le decorazioni murali 2D molto vintage e poi anche delle riproduzioni fedeli di alcuni personaggi inquietanti che appartengono a Star Wars (c’era da meravigliarsi?) ma anche ad Assassin’s Creed, Pac Man e l’inossidabile SuperMario.

La cosa bella è vedere lo stupore dei Bambini al seguito quando scoprono di essere in una sala giochi del tutto free, dove possono sperimentare i giochi di una volta senza limiti e quindi provare l’ebbrezza bidimensionale di Ralph SpaccaTutto, oppure l’emozione di mangiare tutti i fantasmini tremolanti di PacMan alla maniera dell’ATARI anni Ottanta. È sui giochi di simulazione di moto e su Street Fighter che si concentrano le attenzioni di quasi tutti.

Il commento è stato non tanto sulla grafica, quella è passata in cavalleria, ma sulla difficoltà di relazionarsi con comandi molto complessi per giochi apparentemente semplici. Insomma: una volta, giocare ai videogame era difficile. Ora anche ma non sembra.

Unica nota negativa: è adatto a tutti i bambini, soprattutto ai più curiosi ma non è fornito di fasciatoio per i piccoli. Pazienza dai, ci siamo divertiti lo stesso.

Nota al margine divertente? All’arrivo abbiamo trovato un signore con un buono Groupalia e gli ospiti assenti. Ne abbiamo approfittato risparmiando 2 euro sul biglietto. Avrei pagato soltanto io visto che fino ai 6 anni è gratis, ma così abbiamo pagato ancora meno! La solita fortuna con la C maiuscola.

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