Iniziamo dalla Torre di Cerrano

OK, abbiamo detto che avremmo parlato della nostra vacanza a Silvi e delle opportunità che l’Abruzzo offre a chi decide di trascorrere le proprie vacanze in questa Regione. Iniziamo dalla Torre di Cerrano!

Ieri siamo stati alle miniere di Lettomanoppello ma il nostro giro è stato orfano delle spiegazioni del signor Dino. Per cui rimandiamo a domani sera il resoconto. Una foto per assaggio ci sta comunque bene.

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Oggi invece vi parlo della Torre di Cerrano che per me che sono di Silvi è sempre stata un’entità mitica. Aperta da pochi anni e organizzata da pochissimo tempo, soffre ancora della poca notorietà delle attività che seppure organizzate per un pubblico famigliare, non sono del tutto adatte ai bambini di ogni età.

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Noi abbiamo approfittato del Solstizio d’Estate (il link contiene tutte le attività), per vedere la nuova collezione di conchiglie e per banchettare solleticati dalla brezza marina. Con il nostro armamentario di espressioni dialettali di sgomento e sorpresa, da frechete ‘ngulo ci siamo avvicinati alla Torre.

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Siamo arrivati sul posto senza sapere della possibilità di parcheggiare all’interno dello spazio antistante la Torre, poi siamo entrati con i bambini nella biglietteria per scoprire che proprio durante il solstizio estivo sono organizzate attività per bambini. Quali? Una visita alla nuova collezione di conchiglie e poi una specie di tombola. Poiché l’inizio dell’attività era previsto per le 10.30 abbiamo immaginato di non poter arrivare fino al gioco… e così è stato. I bambini si sono parecchio stancati e parecchio prima di giocare.

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Nonostante questo siamo entrati nella Torre di Cerrano e siamo rimasti a bocca aperta nell’ammirare il panorama della spiaggia dall’alto: l’acqua cristallina, la certezza di avere un’area marina protetta di fronte a noi e poi anche lo scheletro del cranio della balena, un modellino della nave scuola Amerigo Vespucci regalato da un pescatore pinetese con la passione per il modellismo e la stanza dei fondali.

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La chiamiamo così ma non è detto che sia questo il suo nome. In pratica alla fine della lunga scala a chiocciola che conduce quasi in cima alla Torre c’è una stanza tutta dipinta di blu con gli scheletri di due delfini che penzolano dal soffitto e una Caretta Caretta anch’essa penzolante. Pare sia stata costruita così, questa stanza, per dare l’idea di essere nei fondali marini. Probabilmente qualche suono avrebbe reso ancora di più l’idea ma l’esperienza multisensoriale non è ancora alla portata di Silvi.

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La nuova collezione di conchiglie che abbiamo ammirato con l’obbligo – naturale – di non toccare il vetro, ci ha fatto scoprire una cosa sorprendente: le famose “loffe di talafin” (loffe di delfino in dialetto), non sono per nulla l’effetto dell’aerofagia dei delfini ma sono al contrario gli scheletri dei ricci di mare. I ricci e gli altri molluschi hanno il compito di purificare l’acqua per cui assorbono tutte le impurità e risputano acqua pulita.

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Per chi? Visita adatta a bambini dai 5-6 anni in su
Passeggini: assolutamente no
Consigli: una volta terminata la visita e prima di rimettervi in cammino, rinfrescatevi sulla terrazza della Torre ma attenzione, il pic-nic dovete portarlo da casa!

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Una risposta a “Iniziamo dalla Torre di Cerrano

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